Peso Forma

Oggi in Italia se vuoi raggiungere il “peso forma” e non hai patologie mediche che te lo impediscono o situazioni particolari dove necessariamente deve essere coinvolto il medico dietista, il biologo nutrizionista o lo psicologo, la maggior parte dei bisognosi si rivolgono sul web, al personal trainer o al passaparola nella ricerca di diete veloci ed efficaci. Ad oggi non esiste un impedimento a chicchessia di pubblicare sul web diete fantomatiche, inventate ed elaborate senza una supervisione dagli Enti preposti alla tutela della nostra salute. Nel caos, affaristi e approfittatori cercano di accalappiare clienti trasmettendo informazioni inventate, false e senza un fondamento che sia riconosciuto dalla Comunità Internazionale Scientifica.

Sempre più in Europa il ruolo del Consulente in Alimentazione con formazione Naturopata assume il ruolo di supporto professionale alle persone che necessitano una ricerca di benessere quotidiano a 360 gradi e che cercano non solo informazioni attendibili e aggiornate nel campo dell’Alimentazione ma principalmente hanno bisogno di essere accompagnati nella comprensione di situazioni ambientali ed abitudini personali che stanno influendo negativamente sul proprio benessere fisico e psicosomatico e avere strumenti conoscitivi per modificare in meglio la loro vita.

Uno degli elementi fondamentali di valutazione per comprendere le difficoltà di una persona che vuole migliorare il suo stato di salute tramite l’alimentazione (per esempio: quella di controllare il peso corporeo) è il priming: cioè la valutazione delle suggestioni subliminali sul soggetto. Queste suggestioni arrivano dall’esterno e quindi l’ambiente che ci circonda è il primo fattore di ricerca e valutazione. Il priming non è mai preso in considerazione dal nutrizionista dietista che si sofferma nell’esame biochimico e nella prescrizione di diete a tabella. Trovare un equilibrio interiore è l’obiettivo del cliente ma prima di farlo ha bisogno che l’ambiente esterno sia a suo favore e non di ostacolo per raggiungere il risultato ottimale. Con riferimento al controllo del peso ci sono strategie conosciute che aiutano a supportare una dieta equilibrata nel priming:

- evitare il più possibile nella fase critica il condividere il pasto con numerosi commensali perché la convivialità solo in questo caso può essere uno stimolo negativo che fa sottovalutare la quantità di piatti serviti e al consumo non regolato da una tranquillità interiore che si può avere in un piccolo ambito famigliare;

- la quantità di mangiare messa a tavola deve essere necessariamente predisposta prima con porzioni contenute (per esempio evitare di mettere la scatola di biscotti sul tavolo a colazione ma metterne solo quelli necessari);

- la quantità di cibo nella dispensa deve essere contenuta e non arricchita con eccesso di stoccaggio per evitare il priming legato alla necessità di consumare merce che potenzialmente può deteriorarsi o comunque abbonda (un caso di abbondanza di assortimento che stimola il consumo è di evitare di tenere in vista vassoi ricchi di caramelle o alimenti assortiti);

- nella fase debole evitare di fare la spesa direttamente e studiare strategie alternative come mandare qualcuno, oppure acquistare on-line perché il priming più micidiale si trova nei centri commerciali dove luci, musica, abbondanza di cibo stimola all’acquisto inconsapevole.

E’ necessario cercare solidarietà nelle persone più care e vicine a noi per avere un appoggio concreto e trasformare un priming negativo in positivo. La dieta prescritta con un priming a nostro favore e la presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie difficoltà portano ad affrontare a 360° il disturbo alimentare sconfiggendo paure e timori nel risolvere gli innumerevoli problemi della vita ai quali siamo esposti ogni giorno.

Se il vostro obiettivo è raggiungere il ”Peso Forma” allora dovete necessariamente inserire nelle vostre azioni quotidiane del buono e sano movimento. Uno dei primi errori di fondo è pensare che avere la fortuna di lavorare sempre in movimento sia essenziale per definirlo attività fisica. In realtà movimenti ripetuti e continui sul posto di lavoro, sotto una certa pressione psicologica, possono portare a stressare l’organismo e conseguentemente invogliarlo a mangiare di più. L’attività fisica è un concetto di svago e liberazione, di distacco da tutto e di concentrazione per il proprio benessere fisico. Un altro errore di fondo per la ricerca del “peso forma” è andare in palestra senza nessun supporto professionale e controvoglia: potete aumentare di peso a causa di uno sproporzionato aumento della massa muscolare, oppure arrivare a frequentarla troppo spesso rispetto ai vostri bisogni oppure farvi letteralmente del male con esercizi non adatti alla vostra costituzione corporea. Altro errore è pensare che qualsiasi attività fisica porti al raggiungimento del “peso forma” indipendentemente dall’ambiente: ”Per esempio ho seguito dei bambini sovrappeso tutti iscritti ad attività in acqua presso una piscina: dopo un mese di attività tutti i bambini presentavano una tendenza ad aumentare invece che diminuire. Da una valutazione attenta ho scoperto che l’acqua era particolarmente fredda e per il principio della sopravvivenza primitiva i bambini con i brividi di freddo sentivano il forte bisogno di accumulare scorte alimentari mangiando di tutto dopo la lezione.”

Ognuno di noi ha una sua attitudine ben precisa per una attività fisica specifica e va coltivata ma attività sportive agonistiche non rientrano in questo argomento salvo il piacere di raggiungere traguardi premiati. Il ruolo del Consulente in Alimentazione Psicosomatica è quello di aiutare ad indirizzare al meglio la scelta in relazione ai piaceri, bisogni e tempi del cliente. Di base sono più che sufficienti tre volte alla settimana con 10 minuti di attività anaerobica sotto sforzo controllato e 45 minuti di attività aerobica come camminata o bicicletta. Consiglio sempre e comunque prima di iniziate qualsiasi attività fisica di confrontarsi con il proprio medico e fisioterapista.